Sintesi

Il percorso proposto consiste in due circuiti guidati, percorribili in canoa ed a piedi, che si snodano lungo i rami principali del Cavata e che permettono ai visitatori di accedere e di bagnarsi nelle sorgenti del fiume – alcune delle quali molto ampie e profonde – e di raggiungere antichi manufatti presenti nelle vicinanze che hanno un grande interesse storico, culturale e religioso.
Tra questi manufatti i più importanti sono:
  • la Mola di Santa Maria (più nota come Macchina dell’Acqua), risalente al XII secolo, dove all’inizio del XIX secolo, si dice su progetto di Leonardo da Vinci, vi fu installato un sistema di pompaggio delle acque verso il Castello dei Caetani sovrastante il borgo medioevale di Sermoneta; un secolo dopo i Caetani donarono l’impianto al neonato Municipio di Sermoneta, affinché se ne facesse un uso di pubblica utilità; e dopo un altro secolo di progressivo abbandono la Macchina dell’Acqua è stata oggi ripulita dalla vegetazione che la rendeva inaccessibile e consegnata per la seconda volta alla collettività su progetto dell’Associazione, approvato dal Comune di Sermoneta e finanziato dalla Regione Lazio in EXPO 2015;
  • la Torre Petrara (più nota come Torre del Monticchio), anch’essa risalente al XII secolo, scampata miracolosamente su di uno sperone di roccia allo sfruttamento impietoso dell’omonima cava, oggetto di ricerca e di studio, è stata proposta come Monumento Naturale da Italia Nostra; essa faceva parte del sistema di torri medioevali costiere che permettevano di segnalare velocemente a Roma le incursioni nemiche mosse dal mare;
  • il Foro Appio (Forum Appii), antica stazione di posta, porto fluviale e punto di scambio di uomini e merci, fu costruita dai Romani tre secoli prima di Cristo insieme all’omonima Via, all’incrocio di strade ancora più antiche provenienti dal mare (Antium) e dalle montagne (Norba), dove il fiume Cavata già si gettava nel parallelo canale di bonifica sotto un ponte ad arco con sesto ribassato; questo stesso ponte regge ancora oggi, possente, la nuova carreggiata della Via Appia e per cinque secoli dopo Cristo vide passare le merci imbarcate sul fiume dai pontili “scavati” nell’area delle sue sorgenti; qui si fermarono Cicerone ed Orazio (37 a.c.), ed un secolo più tardi vi passò San Paolo per incontrare i suoi fratelli cristiani durante il suo ultimo viaggio verso Roma; a testimonianza di quell’incontro è rimasta una imponente lapide, le cui incisioni sono state asportate e rese illeggibili da mani ignote.


Dettaglio percorso 1, HYDRO-AGRO-TOUR delle Sorgenti del Monticchio

L’accesso al percorso è situato in un fondo privato sulla Via Romana Vecchia a Sermoneta (LT) dove esiste un ampio parcheggio ed un’area di sosta attrezzata per una breve permanenza dei visitatori.
L’imbarco per il percorso in canoa (c/a 5 km) avviene da un piccolo pontile di legno dal quale si scende fino alla confluenza del ramo principale del fiume, alimentato da numerose sorgenti nel Bosco di Monticchio. Questa biforcazione, sorvegliata da un altissimo pioppo secolare, offre un panorama stupendo di Sermoneta e dell’antica Norma arroccata sui Monti Lepini.
Risalendo il fiume si arriva ad una piccola diga, costruita con i legni di alberi caduti, che crea un laghetto sovrastante d’acqua cristallina dove in estate si può sostare per un meraviglioso bagno freddo rigeneratore. In questo punto si possono ancora vedere alcune pietre levigate, probabilmente parti dell’antico porto fluviale.
Il tratto percorribile a piedi (c/a 3 km) si snoda in gran parte lungo gli argini del fiume e dei corsi d’acqua provenienti dalle sorgenti.

Attraversando un tratto di strada agricola tra i campi coltivati, costeggiando l’emissario della sorgente dell’Acqua Turchina, si arriva ad un laghetto molto profondo (c/a 80 metri) in cui l’acqua assume il colore blu oceano.
Qui è possibile fare un breve giro in canoa e non di rado si possono osservare le folaghe, le alzavole, gli aironi bianchi, i germani reali ed i maestosi aironi cinerini, nascosti tra gelsi, rovi di more e canneti.
Più raramente, alto nei cieli, volteggia il falco pellegrino e durante le stagioni migratorie si possono ammirare, andando opportunamente mimetizzati e nel più assoluto silenzio, le oche selvatiche.

Una seconda sosta è prevista presso le sorgenti sulfuree dei Cacarelli che costituiscono anche il punto di scambio con il percorso in canoa proveniente dal Bosco di Monticchio. Qui, all’ombra di un boschetto di ontani secolari, possono essere offerti per la degustazione i migliori prodotti della eno-gastronomia locale.
Le successive fermate permettono di vedere altre sorgenti dislocate alla base della superstite collina di Monticchio da cui è possibile ammirare la Torre Petrara ancora in bilico sul suo sperone roccioso.

Il percorso si conclude con un’ultima sosta dedicata alla visita dei ruderi della Macchina dell’Acqua, dove sono state rese visibili le parti in muratura dell’antico impianto di pompaggio.
Il ritorno si compie in breve tempo pagaiando allegramente, prima a favore e poi contro corrente, godendo del paesaggio ubertoso ed ameno della campagna sermonetana.

Dettaglio Percorso 2, Foro Appio

Il percorso si snoda per c/a 9 km lungo il ramo principale del fiume fino a raggiungere in località Foro Appio l’antico ponte romano dove le acque del fiume confluiscono nell’antico canale principale di bonifica detto “Il Portatore”.
Lungo è il percorso è possibile deviare in risalita nell’affluente di sinistra del fiume, detto il Cavatella, dove in estate è possibile osservare una flora naturale incontaminata tra cui le bellissime ninfee gialle.
Questo stesso percorso è utilizzato dall’Associazione per il trasporto in canoa di prodotti eno-gastronomici di aziende agricole locali, ubicate nelle campagne della pianura sermonetana, che possono essere degustati all’approdo nell’area appositamente allestita presso l’Hotel Mansio di Foro Appio.