Sermoneta

Sorge su una collinetta circondata da oliveti, castagneti e, nella parte più alta, faggeti. E’ il centro medievale più integro e, per diversi aspetti, più suggestivo delle colline Lepine, con una struttura urbana tutta raccolta all’interno della cinta muraria. Il fiore all’occhiello del paese è sicuramente l’imponente Castello Caetani, restaurato ai primi del XIX secolo da Gelasio Caetani. Altrettanto pregevoli sono la Collegiata di S.Maria, la chiesa di S.Giuseppe, che conserva un ciclo di affreschi del Siciolante; la chiesa dell’Annunziata; la Loggia dei Mercanti (antica sede comunale), la Porta degli Annibaldi; la chiesa della Madonna delle Grazie, il Convento di S.Francesco con il famoso leccio di oltre 500 anni; la chiesa di S.Michele Arcangelo e l’ex sinagoga. Sermoneta ospita importanti rassegne nazionali ed internazionali come il Festival Pontino di Musica da Camera, il Maggio Sermonetano (rassegna di musica ed arte), eventi storici come la Rievocazione della Battaglia di Lepanto, cui si affiancano manifestazioni più tipicamente paesane come la sagra della polenta.

Fiume Cavata

Il fiume Cavata è uno dei fiumi principali della pianura pontina e, senza dubbio, il più incontaminato. Sorge ai piedi dei monti Lepini dove laghi, collinette e sorgenti sulfuree gli danno origine e si riversa nel Canale principale della bonifica, detto il Portatore, che da lui si origina a Borgo Faiti, la Foruum Appii della letteratura latina, sull'Appia. Da porto commerciale della Sermoneta medievale a fonte per l'agricoltura della zona, ora è diventata una strada d'acqua sulla quale pagaiare per godere della natura e della storia in una atmosfera letteralmente fuori dal tempo.

Norba e Norma

Situata a 410 m., su di uno sperone di roccia a strapiombo (la Rave), domina la sottostante Pianura Pontina. Le origini dell’attuale paese risalgono al Medio Evo, mentre il suo nome deriva dall’antica Norba che, distrutta nell’82 a.C. e mai più ricostruita, sorgeva in località Civita, a circa un chilometro dal centro. Della cosiddetta “città di pietra”, sono ancora oggi visibili i resti delle imponenti mura poligonali lunghe circa 2.300 m., interrotte da porte e dal bastione della Loggia ma tutta l’area era ricca di edifici pubblici e privati, luoghi di culto e centri amministrativi. La città medievale fu feudo dei Caetani e passò ai Borghese nel XVII sec. Oltre alle porte, sono da ricordare il Palazzo Baronale, la Collegiata della SS.ma Annunziata, il Santuario della Madonna del Rifugio e, sulla costa sud-occidentale della collina, il Santuario di S. Michele Arcangelo. Grazie alla sua particolare posizione, Norma è meta prescelta degli amanti del parapendio. Grande e di buona qualità la produzione di ricotta, olio e castagne, che vengono “festeggiate” con la sagra che si tiene a fine ottobre.

Abbazia di Valvisciolo

Ubicata in una piccola valle per tradizione medievale detta dell'usignolo. È uno dei più importanti esempi di gotico-cistercense in Italia, costruita in pietra calcarea locale . Da visitare la Galleria Abate Stanislao White. Fondata nel VIII secolo da monaci greci, occupata e restaurata dai Templari nel XIII sec, quando nel XIV secolo questo ordine venne disciolto subentrarono i Cistercensi. Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo. Sopra il portone d'ingresso si può notare un rosone. Il chiostro sito alla destra dell'abbazia guardando la facciata ha un giardino vivacemente colorato. L'interno della chiesa, a tre navate suddivise da pilastri e colonne, presenta pareti spoglie di affreschi secondo i canoni del "memento mori" dei cistercensi che evitavano gli sfarzi architettonici perché non contava per loro la materialità ma, invece, la spiritualità.

Area Rinaturalizzata di Pantanello

Pantanello è la nuova area dei giardini di Ninfa, dove è stato ricreato l'ambiente pre-bonifica. La spettacolarità del posto è data sia dalla posizione ai piedi dei monti, sia dalla suggestione creata dai meandri del fiume Ninfa che contribuisce a creare laghetti e stagni. La zona è diventata meta di molti uccelli migratori. Il periodo migliore per assistere allo spettacolo è l'inverno.

Giardini di Ninfa

Era una città medievale di cui esistono ancora diverse suggestive testimonianze. Ma Ninfa è soprattutto una magnifica oasi naturalistica, unica al mondo, creata dove un tempo regnava la palude. La storia di questo luogo inizia dalla metà dell’VIII sec., fu proprietà di diverse potenti famiglie come i Conti di Tuscolo, i Frangipane e Caetani che diede inizio a quello che sarebbe stato uno dei periodi di maggiore fulgore. La città fu distrutta nel 1382 e completamente abbandonata. Bisognerà attendere il 1920 per vedere Ninfa tornare a nuova vita, dopo imponenti interventi di recupero attuati da Gelasio e Roffredo Caetani. La grandezza dell’attuale Oasi naturalistica è dovuta soprattutto a Lelia Caetani, ultima discendente della famiglia che portò a termine il progetto dell’attuale giardino seguendo il suo istinto creativo. L’atmosfera che si respira è quella di un luogo magico, dove vivono, le une accanto alle altre, piante ed essenze floreali provenienti da ogni parte del mondo, come se il terreno ed il clima si adattassero ad esse e le fornissero tutti gli elementi tipici del loro habitat originario, necessari per crescere rigogliose. Tutto sembra far parte di un progetto soprannaturale, alla cui bellezza contribuiscono il fiume Ninfa i ruscelletti, il lago e la fauna variegata.